Dopo l’importante presentazione del XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, svoltasi ieri presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del Ministro Adolfo Urso, il   IV Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum si è svolto presso la  sede di Unioncamere negli Horti Sallustiani alla presenza di numerose autorità e stockholder.

 
“Il tema delle infrastrutture, con il dl infrastrutture, è fondamentale nel momento in cui è tornata al centro del mondo la dimensione della logistica, soprattutto quella del mare. E’ importante connettersi con il resto del globo tramite le vie d’acqua per portare linfa vitale. Il Dl infrastrutture cerca in tal senso di risolvere una serie di problemi; dopo tanti anni di immobilismo abbiamo bisogno di cambiare passo e rivedere il sistema, autostradale, della rete ferroviaria, ma anche prevedere cambi tecnologici nel settore marittimo navale. Abbiamo di fronte obiettivi ambiziosi, e il Dl infrastrutture rappresenta un’ulteriore tappa per risolvere alcuni problemi che in parte ci trasciniamo”. E’ quanto ha affermato Edoardo Rixi – Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenendo in apertura alla quarta edizione del Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum, in corso a Unioncamere a Roma.
“Occorrono scelte coraggiose” per affrontare i cambiamenti che il sistema economico globale sta subendo. E’ il tema centrale del panel di apertura della quarta edizione del Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum, in corso a Unioncamere a Roma.

“L’economia del mare – ha detto Andrea Prete, Presidente Unioncamere – è una somma di tante economie che hanno un filo conduttore, il mare. C’è quella della cantieristica, l’alberghiero, il settore delle crociere, quello dei porti, della pesca, dell’accoglienza e della ristorazione. I numeri sono importanti: oltre un milione di occupati, oltre 2 miliardi complessivi. Tutto questo comparto è cresciuto ed è attento ai temi della sostenibilità e dell’ambiente. E anche nel Mezzogiorno l’economia del mare sta crescendo. Servono scelte coraggiose su questa direttrice”.
Stesso appello è arrivato dal presidente  Giovanni Acampora: “Oggi, più che mai, siamo convinti che serva una visione a lungo termine, capace di tenere insieme crescita, sostenibilità, sicurezza e innovazione. Abbiamo delle sfide importanti per il prossimo triennio che impongono scelte coraggiose. Connettività, che vuol dire integrazione; responsabilità, intesa come crescita economica e sociale, e rigenerazione sono i pilastri su cui intendiamo creare valore per l’intero Sistema mare. Siamo qui perché vogliamo guardare al mare come leva per uno sviluppo inclusivo e competitivo e questa è un’importante occasione per condividere strategie concrete in vista della nuova pianificazione marittima italiana 2026–2028. Abbiamo un’importante opportunità per lo sviluppo del Sistema Mare del nostro Paese e per le imprese che operano nella blue economy ed è indispensabile un’agenda chiara delle azioni e delle priorità da mettere in campo”.

 
Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: “Per anni l’Unione Europea ha sacrificato molto la produzione di pesca  e negli ultimi due anni e mezzo abbiamo lavorato per invertire questa tendenza: desertificazione delle nostre marinerie che è avvenuta nel tempo, che ha visto arrivare a cifre di -40%-50% con porti che vedevano nella pesca una risorsa straordinaria che hanno perso questa vocazione. Questo ha creato un danno economico ma anche un danno ambientale. Siamo riusciti nell’ultima trattativa di dicembre scorso – ha ribadito il Ministro Lollobrigida – a segnare un risultato straordinario condiviso con le associazioni di rappresentanza del mondo della pesca perché per la prima volta abbiamo fermato la scellerata scelta di ridurre spesso, senza dati scientifici adeguati, lo sforzo di pesca che aveva l’unico effetto, questo lo dicono i dati, di diminuire le nostre imbarcazioni, la vocazione dei nostri pescatori, a dare la possibilità a nuove generazioni di occuparsi di questo settore”.  
 

“Spesso sentiamo parlare di overtourism, più dalla stampa o da chi ci vuole criticare. Ma vorrei dire che il 75% dei turisti che viene in Italia sta sul 4% del nostro territorio nazionale. Semmai, l’overtourism riguarda il 4% del territorio. Dunque, l’approccio del passato è sbagliato. Cominciamo a dire che l’Italia è una nazione di qualità, non è questione di quantità. Non è importante il numero di teste dei turisti che vengono nel nostro Paese ma è la spesa procapite che crea valore. Dobbiamo pensare in grande perché l’Italia è una grande nazione e puntare sulla qualità e sulle nostre eccellenze. Dovremmo essere un po’ più orgogliosi nell’essere italiani.”

Lo ha sottolineato il ministro del Turismo, Daniela Santanchè.