Dopo l’importante presentazione del XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, svoltasi ieri presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del Ministro Adolfo Urso, il IV Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum si è svolto presso la sede di Unioncamere negli Horti Sallustiani alla presenza di numerose autorità e stockholder.

“L’economia del mare – ha detto Andrea Prete, Presidente Unioncamere – è una somma di tante economie che hanno un filo conduttore, il mare. C’è quella della cantieristica, l’alberghiero, il settore delle crociere, quello dei porti, della pesca, dell’accoglienza e della ristorazione. I numeri sono importanti: oltre un milione di occupati, oltre 2 miliardi complessivi. Tutto questo comparto è cresciuto ed è attento ai temi della sostenibilità e dell’ambiente. E anche nel Mezzogiorno l’economia del mare sta crescendo. Servono scelte coraggiose su questa direttrice”.Stesso appello è arrivato dal presidente Giovanni Acampora: “Oggi, più che mai, siamo convinti che serva una visione a lungo termine, capace di tenere insieme crescita, sostenibilità, sicurezza e innovazione. Abbiamo delle sfide importanti per il prossimo triennio che impongono scelte coraggiose. Connettività, che vuol dire integrazione; responsabilità, intesa come crescita economica e sociale, e rigenerazione sono i pilastri su cui intendiamo creare valore per l’intero Sistema mare. Siamo qui perché vogliamo guardare al mare come leva per uno sviluppo inclusivo e competitivo e questa è un’importante occasione per condividere strategie concrete in vista della nuova pianificazione marittima italiana 2026–2028. Abbiamo un’importante opportunità per lo sviluppo del Sistema Mare del nostro Paese e per le imprese che operano nella blue economy ed è indispensabile un’agenda chiara delle azioni e delle priorità da mettere in campo”.
“Spesso sentiamo parlare di overtourism, più dalla stampa o da chi ci vuole criticare. Ma vorrei dire che il 75% dei turisti che viene in Italia sta sul 4% del nostro territorio nazionale. Semmai, l’overtourism riguarda il 4% del territorio. Dunque, l’approccio del passato è sbagliato. Cominciamo a dire che l’Italia è una nazione di qualità, non è questione di quantità. Non è importante il numero di teste dei turisti che vengono nel nostro Paese ma è la spesa procapite che crea valore. Dobbiamo pensare in grande perché l’Italia è una grande nazione e puntare sulla qualità e sulle nostre eccellenze. Dovremmo essere un po’ più orgogliosi nell’essere italiani.”
Lo ha sottolineato il ministro del Turismo, Daniela Santanchè.

