Per me è un grande onore partecipare ai lavori di questo incontro, perché Assonautica Italiana, che ho l’onore di rappresentare, l’Associazione nazionale per lo sviluppo dell’Economia del Mare di Unioncamere, con il Cluster Tecnologico Nazionale sull’Economia del Mare BIG oggi si interconnettono ancora di più per lavorare sulle nuove traiettorie per la Blue Economy accelerando il processo di sviluppo tra ricerca e imprese. La presenza dei rappresentanti delle Istituzioni civili e militari, delle associazioni e delle imprese, che saluto e ringrazio tutti, qualifica ulteriormente questa grande occasione di confronto”. – Così il Presidente di Assonautica Italiana  Giovanni Acampora, ha aperto nella mattinata di oggi, 19 marzo 2024, i lavori di “Il Mare in azione – Le nuove traiettorie Blu”. L’incontro, organizzato dal Cluster Tecnologico Nazionale Blue Italian Growth, in collaborazione con Assonautica Italiana, si è tenuto a Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, della Camera di Commercio di Roma.

Un confronto sulle nuove Traiettorie Blu per condividere un Piano di Azione finalizzato alla crescita tecnologica, di ricerca e industriale dell’Economia del Mare. Durante il dibattito, che ha visto la partecipazione dei principali stakeholder istituzionali, associativi e industriali dell’Economia del Mare, sono state discusse le principali linee di azione del Cluster a servizio della Blue Economy italiana: trasferimento tecnologico, innovazione, formazione, internazionalizzazione.

Come sistema camerale, da anni, l’Economia del Mare è al centro delle nostre strategie, con un’azione che spazia dall’analisi all’attuazione di programmi che, grazie alla regia di Assonautica Nazionale, trovano la sintesi in una visione unitaria, trasversale rispetto alle diverse filiere e fortemente orientata alle sinergie dei territori. – Ha proseguito Acampora – Con il nostro Osservatorio nazionale sull’Economia del mare “Ossermare”, insieme al Tagliacarne, il Centro Studi delle Camere di Commercio, studiamo e monitoriamo il valore che produce la nostra Nazione e realizziamo il Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare che mette a disposizione un quadro conoscitivo puntuale della nostra Economia del Mare che, voglio sottolineare, è la terza in Europa. In Italia l’Economia del Mare vale 52 miliardi di euro per quanto riguarda la componente diretta e conta quasi 914 mila addetti che lavorano in oltre 228 mila imprese. Un insieme di filiere che è in grado di generare ulteriore sviluppo perché ha un effetto moltiplicatore: ogni euro prodotto dalla Blue Economy ne ha attivati 1,7 nel resto dell’economia per un valore aggiunto complessivo che sfiora i 143 miliardi di euro (l’8,9% del valore aggiunto prodotto dall’intera economia nazionale). Questi sono i numeri dell’XI Rapporto, ma stiamo già lavorando alla prossima edizione che a breve presenteremo”.

L’Economia del Mare in Italia sta assumendo sempre di più la giusta riconoscibilità, grazie anche al lavoro del Governo che per primo ha istituito un Ministro per le Politiche del Mare. Per questo consentitemi un saluto e un ringraziamento particolare al Ministro Nello Musumeci, con il quale abbiamo lavorato insieme per la definizione del primo Piano Triennale del mare, licenziato dal CIPOM. Le prospettive delineate nel Piano del Mare – ha aggiunto Acampora – ci impongono di guardare agli obiettivi del green deal con un approccio non ideologico ma aperto alla neutralità tecnologica, per affrontare l’importante sfida per la decarbonizzazione del settore navale e nautico, che rappresenta una filiera essenziale per l’economia italiana e mondiale. Tra i principali driver di sviluppo dell’Economia del mare, le rotte sono quelle dell’innovazione, della digitalizzazione e delle nuove frontiere tecnologiche dell’intelligenza artificiale. Il nostro Paese esprime competenze di altissimo livello e il Cluster Big è un modello nel panorama nazionale, con una grande forza aggregativa, grazie alle partnership di eccezione che ha saputo mettere a terra. Dobbiamo lavorare insieme per avvicinare la Ricerca al mondo delle imprese e per accelerare il processo trasformativo che impone investimenti importanti, sia pubblici che privati, per intercettare i trend della sostenibilità e delle nuove tecnologie digitali. Le opportunità di affermazione della nostra Nazione sono enormi: un esempio è la dimensione subacquea, sempre più strategica e nell’ambito della quale l’Italia con le sue competenze può fare la differenza nello scenario mondiale. Le interconnessioni tra Spazio e Mare stanno avendo uno sviluppo enorme, che impone una grande attenzione anche ai temi della sicurezza. Con Assonautica Italiana, SiCamera e la nostra Azienda Speciale Informare stiamo portando avanti azioni di sistema che partono dalle istanze di tutto il mondo imprenditoriale che opera nel perimetro della Blue Economy, con un pressing costante nei principali tavoli Istituzionali”.

Poi Acampora ha acceso i riflettori sulla prossima edizione del Summit di Gaeta: “L’Economia del Mare può avere un ruolo da protagonista nel processo di transizione, perché la salvaguardia dell’ambiente marino e la conservazione degli ecosistemi sono fattori irrinunciabili. Per questo, come sistema camerale, abbiamo creato e promosso il Blue Forum Italia Network, con l’obiettivo di accompagnare la transizione dalla Crescita Blu a una Economia del Mare sostenibile. Sono convinto che alle Istituzioni spetti il compito di saper cogliere le opportunità, di far convergere le risorse economiche disponibili e di attrarre nuove risorse, come stiamo già facendo insieme con il Ministro Musumeci e il Ministro Urso per il collegato alla legge di bilancio dedicato alla Blue Economy. Il prossimo appuntamento con il 3° Summit Nazionale sull’Economia del mare – Blue Forum dal titolo “Investiamo nell’Economia del mare” – in programma dal 10 al 13 aprile prossimi a Gaeta – sarà un’occasione importante di confronto che coinvolgerà tutti gli stakeholder del mare, insieme alla politica nazionale ed europea e ringrazio per questo il Ministro Musumeci con cui celebreremo, proprio a Gaeta, la Giornata Nazionale del Mare”.