Dati in anteprima del Report sull’Economia del Mare e Acampora e Serra chiedono maggiore attenzione alla politica

Una fotografia dell’economia blu del nostro paese è stata presentata dal presidente di Assonautica italiana Giovanni Acampora al Salone Nautico di Venezia nel workshop “Economia del mare: opportunità di crescita e rilancio del paese” con la presentazione in anteprima di alcune anticipazioni del IX Rapporto Nazionale sulla Blue Economy, a cura di INFORMARE, l’Azienda Speciale della CCIAA di Frosinone – Latina.

Allo stesso tavolo, moderato dalla responsabile della comunicazione di Assonautica Elena Magro e introdotto dal presidente della territoriale di Venezia Marino Masiero, ha visto dialogare Acampora con il presidente nazionale di ASSONAT Luciano Serra e direttamente da Bruxelles, l’intervento del vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo.

“Un elemento da evidenziare – ha spiegato il presidente Acampora – è che esiste un effetto moltiplicatore in quanto ogni euro prodotto dalla Blue Economy ne ha attivati 1,9 nel resto dell’economia per un valore aggiunto creato nel resto dell’economia di ulteriori 89,4 miliardi di euro, per un ammontare produttivo complessivo che sfiora i 137 miliardi di euro (l’8,6% del valore aggiunto prodotto dall’intera economia nazionale). Una dimensione imprenditoriale che sfiora le 209 mila unità (di cui il 90% nei comuni costieri), pari al 3,4% del totale delle imprese nel Paese, ed esprime 893,6 mila occupati che incidono per il 3,5% sul totale dell’occupazione del Paese.”

Oltre ad esporre i dati essenziali, Acampora ha sottolineato l’importanza di lavorare congiuntamente con le altre associazioni che si occupano di blue economy e di avere maggior attenzione dalla politica, punto che ha ribadito con forza Serra: “ Dobbiamo trovare in Assonautica un punto istituzionale per avere maggiore forza con la politica, essere uniti per avere pari dignità nel farci ascoltare.”

Il Presidente di INFORMARE Luigi Niccolini con il Consigliere delegato all’economia del mare Antonello Testa hanno quindi snocciolato i dati del rapporto che fanno ben sperare per lo sviluppo del settore, dopo la pausa dovuta al covid. Una dimensione imprenditoriale che sfiora le 209 mila unità (di cui il 90% nei comuni costieri), pari al 3,4% del totale delle imprese nel Paese, ed esprime 893,6 mila occupati che incidono per il 3,5% sul totale dell’occupazione del Paese.

Anche guardando a quanti sono stati più penalizzati dalla crisi, i giovani e alle donne, emergono indicazioni positive: 9 imprese della blue economy su 100 sono “capitanate” da under 35 (oltre 19 mila le imprese giovanili), e oltre 1/5 sono imprese in rosa (45 mila) entrambi con l’incidenza più significativa nelle attività turistico-ricettive.

“Rispetto alla cantieristica navale – ha concluso Acampora – un altro dato da sottolineare con orgoglio è che, nonostante la pandemia, le vendite all’estero nell’ultimo anno sono cresciute intorno al 10%, a fronte del calo del 15% riferito all’intera economia. Un risultato che conferma la leadership del nostro Paese.”

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